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日志


9月29日

HO MESSO VIA [DETTAGLI]

 
Oggi è il mio onomastico.
Io neppure lo sapevo.
Non è una cosa a cui do peso.
L'ho saputo perchè alcune persone si sono ricordate di me.
Con una telefonata.
O un sms speciale.
O una mail.
E così, mi sono lasciata trascinare dall'istante.
Da quell'istante dolce.
E ti ho chiamato.
E ti ho detto. "Fammi gli auguri, è il mio onomastico".
Mi rideva la voce.
Avrei voluto una piccola follia.
Che mi prendessi per mano, correndo: "E' il tuo onomastico, andiamo a festeggiare".
Chissenefrega degli impegni. Degli orari. Del lavoro.
Chissenfrega di tutto.
Avrei voluto...
Ma  è solo un dettaglio.
Ora lo metto via.
E passa.
Noi due rimaniamo.
 
9月28日

LE ROSE DI ESTER

 

“Che questa storia possa vivere più a lungo di quanto noi potremo mai”

[M. Ajemian Ahnert]


 

Fino  a poco tempo fa, io sapevo vagamente dell’esistenza di un luogo chiamato Armenia, di un popolo armeno e sicuramente nulla del loro genocidio. Poi mi sono imbattuta, quasi casualmente, in un libriccino (nel senso di poche pagine, non certo di poca sostanza), “La masseria delle allodole”, che in punta di piedi mi ha aperto una finestra su questa tragedia. Così poi, non più casualmente, ho trovato “Le rose di Ester”, un libro che ho chiuso stamattina con le lacrime agli occhi. Per la bellezza, la delicatezza e al contempo la nuda crudezza. Mi vergogno di ammettere che non conoscevo la storia della deportazione di questo popolo [**Prima del 1915, in Turchia vivevano circa due milioni e mezzo di armeni; alla deportazione, al massacro ed alle torture della marcia della morte ne sopravvissero solo un terzo].

Confesso pure che per un momento sono stata tentata di chiudere questo libro, perché so già che poi mi sognerò di notte i racconti più terribili. Poi non ce l’ho fatta, perché credo  che la verità non sia solo un diritto, ma ancor più un dovere. Certe verità sono terribili e per questo terribilmente importanti.  Da conoscere, da ricordare.

Mi chiedo quante cose simili accadute [o che stanno accadendo] io non conosca.

E credo che non conoscere sia una colpa, verso i sopravissuti  e ancor più verso coloro che sono morti. Allora leggo, anche se mi fa male. Mi sembra così di saldare  un debito.

La memoria di una storia, forse permette di non ripetere.

 

<<…nel 1939, quando gli contestarono il suo piano di uccidere ogni uomo, donna, e bambino ebreo, Adolf Hitler rispose: “In fondo, chi parla ancora dello sterminio degli armeni?” >>

[Louis Lochner – What about Germany]

 

<< Il Talmud dice: “Colui che salva una vita salva il mondo”. Se il mondo avesse fermato quella follia nel 1915, ci sarebbe stato un olocausto nel 1942? La risposta è evidente almeno per me >>

[M. Ajemian Ahnert – Le rose di Ester]

 

9月25日

BUS 16 e [S]RAGIONAMENTI

 

Ho sempre detto, credendoci, che con l’Amore si supera qualunque cosa. Che l’Amore è il solo vincolo necessario.

Ma sbagliavo, dopo i miei anni e i miei amori, mi tocca  ammettere che sbagliavo. Non è l’Amore a vincere. E’ la coppia. E’ quel legame quotidiano che si instaura con una persona, fatto di stupidaggini e banalità. E’ quella tuta sformata che indossi la sera davanti alla Tv, dopo esserti tolto il vestito del giorno.

Alla fine vince questo. A prescindere dall’Amore.

Dentro una coppia si resta, comunque. E ci si impegna, ci si appoggia, ci si vive; in qualche modo a me incomprensibile, ma accade.

E hai voglia a dire che sono piccolezze, sono proprio quelle piccolezze che sanciscono la differenza.

E che non lo capisca tu, questo mio dolore quotidiano (non del futuro, quotidiano); che non lo capisca tu, geloso perfino di una telefonata, è incomprensibile per me.

C’è stato un tempo in cui l’Amore di cui parlo sempre, mi si è rivoltato contro. Neppure allora l’ho negato. Me lo tenevo addosso; lo sentivo ribollire dentro le vene fino ad arrivare a corrodermi come acido. Lo sentivo in quel crampo continuo allo stomaco che non lascia scampo, soprattutto di notte.

C’è stato un tempo, che ora è passato. E non lo rimpiango.

Una mattina, mi sono svegliata e ho scoperto che respiravo di nuovo, senza fatica.

Per questo non mi è piaciuto quello che ho provato ieri sera. E stanotte. Non mi sono piaciute le lacrime che non riuscivo a fermare, non mi è piaciuto chiudermi dentro.

Io non voglio andare a dormire con il cuore incazzato; è una sensazione di dolore che mi si propaga per tutta le ossa e fa male.

Io non voglio più sentirmi sola. Me l’hai insegnata tu, la differenza e ora non puoi calpestarla, dicendo che non è importante.

Ieri sono rimasta seduta su una panchina a guardare l’autobus n. 16 che passava… Ne sono passati 3. Sono rimasta seduta su quella panchina un’ora. A gelare. Era il mio modo di darti una possibilità, ma tu neppure lo sai.

Mi rimproveri perché sembra sempre che stia per andare via da te;  ti rimprovero perché parli dei miei desideri di noi, come se non ti riguardassero.

Probabilmente i tuoi desideri un giorno si realizzeranno.

Lo scrivo in piccolo, perché me ne vergogno.

Sembra un’elemosina. E l’Amore non contempla elemosina.

Io l’elemosina non te la perdono.

 

 

“Mi piace immaginare che un giorno avrò l’occasione di chiederti: <Baby, perché è andata così, perché sei venuto, mi hai scovato, mi hai fatto innamorare di te con tanta forza e poi perchè hai fatto del male a tutti e due, perché te ne sei andato?> Mi piace raccontarmi che siederai qui, proprio davanti a me, e non avrai scampo, dovrai darmi tutte le risposte, non potrai andartene se prima non mi avrai chiarito tutto. E mi piace pensare che andrà così: che mi sfiorerai i capelli o le labbra o il punto della guancia dove già cominciano a scendere le lacrime tristi e roventi e mi dirai: <Baby, non lo sai che il cuore è l’ultimo frammento selvaggio che ci resta? Come se questo spiegasse tutto, come se una persona non avesse bisogno di sapere altro”

[J. Myerson – Storia di te]

 

Forse tu non hai scovato me, che a 33 anni mi sono trovata abbastanza e conosco le mie manie, le mie abitudini, le mie emozioni. Sicuramente però hai scovato una parte di me, che stava nascosta in qualche luogo riparato fra il cuore e le costole. Una parte che aveva paura dei legami e delle cose semplici con cui confrontarsi ogni giorno; per questo è così difficile lasciar andare

 

 

 

 

*[Grazie a chi ha cercato una scusa per sentire la mia voce un minuto. Per sentire come stavo]

 

**[NdA: In questo spazio virtuale non ho censure. E scrivo ciò che sento, nell’istante in cui lo sento. Una volta ho letto che se non le butti fuori, le parole ti marciscono dentro. Io le butto fuori… Loro se ne vanno e spesso portano via la rabbia, il dolore, il rancore, la malinconia, la tristezza… spesso, non sempre. E altrettanto spesso mi portano indietro guai. Pazienza]

 

9月24日

STRALCI di un pomeriggio d'umore Caposseliano

...
 

E se non c’è più dove andare

e non c’è più a chi ritornare

e la cicala ha già cantato

e l’inverno è arrivato

e non hai porte da bussare

solo cartoni da rifare

ti puoi consolare col gigante e il mago

e le lacrime raccolte

dentro agli occhi son restate

i nostri giorni in mezzo al cielo

fanno un ricciolo lontano

e ti guardan nei cartoni

i tuoi anni ed il tuo amore

 

...

[ma niente me li può portare via i miei giorni dell'incanto] 

 

 

Vinicio Capossela

- Il Gigante e il Mago -

 

9月21日

STASERA CHE NON SEI QUI, NON MI LASCIO VINCERE DALLE PAURE; M'AGGRAPPO A TUTTE LE ORE FELICI, AI COLORI DELL'AUTUNNO GUIDANDO, ALLE TUE PAROLE D'AMORE, A DOMANI...

 
"E ora cosa non farò per amare
Cosa non farò per te
Tu solo sei l’amore
Tu solo sei per me

Dimmi che vorrai stare al mio fianco
Dimmi che sarai solo per me
Dimmi che consolerai il mio pianto
Ed io vivrò solo per te"
[S. Cammariere - L'Amore non si spiega]

A volte, quando mi accompagni a casa, verso sera, io guardo le finestre illuminate dentro le case. M'immagino le famiglie sedute attorno ad un tavolo.  E' un'immagine semplice, concreta. Un'immagine che non fa rumore. Ha il colore delle luci alle finestre e del crepuscolo in questo nord-est che ho imparato ad amare. E m'immagino anche una finestra nostra, dalle tende blu, ...domani. Ma questo è un desiderio che tengo per me. Invece vorrei dirti ora, sottovoce: sono felice immersa nei primi colori dell'autunno, mentre tu guidi e io canto. Felice come non sono stata mai. Io ci credo e scelgo noi.

"Ho deciso che ti amo"

"Hai deciso o lo senti?"

"Sentirlo, lo sentivo già. Da un pezzo. Ho deciso di arrendermi. A questo amore"

 

9月18日

CHIUDERE GLI OCCHI, APRIRE BENE IL CUORE

 

La cosa che più amo dei concerti è sentire la terra che vibra sotto i piedi mentre tutti battono le mani e la batteria fa un rumore pazzesco.  La cosa che amo di più è quando tutte quelle voce diventano un’onda potente che s’infrange dentro le mie orecchie. La cosa che amo di più è il suono profondo del basso che scandisce il ritmo del mio cuore. E’ come ascoltarsi con uno stetoscopio: un suono amplificato e familiare che ti avvolge.

E così è stato Lorenzo ieri sera; un concerto perfetto. Io avvolta dalla musica, sedotta dalla luna, commossa dalle parole. E come sempre mi accade quando apro bene il cuore, ci ho trovato dentro le mie persone speciali… e so che il vento (e il cellulare) hanno portato loro questi pensieri…

 

“…un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l'appetito la sete l'evoluzione in atto
l'energia che si scatena in un contatto
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango”

[Fango]

*Perchè Robi, tu non sei solo, e puoi correre il rischio d’innamorarti. Che il vero pericolo, quello più grave,  è non sentire niente. Non aspettare niente. Non lasciarsi amare. E anche se piangi, puoi fonderti nell’abbraccio di chi ha l'anima tua.

 

“E benedetta autostrada

specialmente di notte
che quando guido solo ascolto musica
E ti penso ti penso
e prima o poi arrivo
E se stai ancora dormendo mi piace anche di più
che ti sveglio ti bacio e poi ti riaddormenti
ma non subito però solo dopo un po’
Vorrei poterti dare quello che mi manca
Vorrei poterti dire quello che non so”

[Punto]

*A Silvia, per tutte le volte che abbiamo atteso quello che ci mancava e desiderato di sentire parole che non sapevano dire. Eppure erano nell’aria. Erano nella musica. Erano nella notte dell’autostrada benedetta.

 

“…Forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giù
la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare
Mi fido di te,
io mi fido di te
ehi, mi fido di te
cosa sei disposto a perdere”

[Mi fido di te]

* Per Mark, che se fidarsi di una persona è sempre una vertigine, fidarsi di te è un po’ come volare. E quando non ci sei, guardo dove metto i piedi e ci vedo il burrone. Per questo mi fa male. E questo è quello che sono disposta a perdere, per te: la paura di cadere.  

 

“Non si può scegliere un sogno non si può scegliere
quando ti arriva ti arriva non c'è niente da fare
Le previsioni del tempo si posson prevedere
ma un temporale che arriva non lo puoi fermare
Si danza per invocare la fertilità
Si danza prima del sesso o di un combattimento
Si danza per riscaldarsi dal freddo che fa
Si danza per imitare il lavoro del vento…
 C'è un temporale in arrivo
c'è un temporale in arrivo senti l'elettricità
c'è un temporale in arrivo sulla mia città
porta novità, porta novità”

[Temporale]

*Per me, che non ho mai scelto un sogno. Mi sono sempre arrivati, come arrivano  i temporali, e io semplicemente li ho vissuti tutti  a viso aperto. Controvento. Che tanto non si potevano fermare.   

 

 

“Nella tua casa i resti di una vita
passata a smettere e ricominciare
nei tuoi cassetti un paio di segreti
pronti per quando me li vorrai dire.

[…]

Ti ho detto "Credi di avermi deluso
ma ti darò ancora più passione
il cuore, il letto, il mondo, l'universo
sospesi in una bolla di sapone.
Tu mi hai insegnato ad amare la mattina,
il pane caldo e la malinconia,
i piedi gelidi sotto al lenzuolo
e che il successo non fa compagnia”

[La valigia]

*Perché Marco, vorrei che tu potessi buttar via tutti i vecchi resti che tieni sparsi per casa. E anche quei segreti che non ti va mai di raccontare. Vorrei che tu sapessi che non mi  hai deluso mai; anzi, hai acceso ancora più passione in me. Vorrei che tu  conoscessi il mattino, che ti sveglia accanto a lei,  non quello  appena prima di dormire.


“Giorni liberi non ne ho, davvero
giorni che io posso stare anche un'ora senza te
il mio amore è una storia a tempo pieno
24 ore 7 giorni 12 mensilità
posso stare in apnea due minuti
dopo tre secondi muoio se io non respiro te
posso digiunare un giorno o anche tre
ma non posso stare un'ora senza che io mangi te
Che è successo non lo so
che mi hai fatto non lo so
so soltanto che se te ne vai io morirò  
io morirò d'amore

[Morirò d’amore]

*A Cristian e Stefi, che non si sono arresi. Che hanno avuto il coraggio di vivere un Amore a tempo pieno.

Conidiani fino al midollo. E nelle ali.

 

“Gli occhi non sanno vedere quello che il cuore vede
La mente non può sapere quello che il cuore sa
L'orecchio non può sentire quello che il cuore sente
Le mani non sanno dare quello che il cuore da
…”

[Temporale]

*Ovviamente Max, per quanto sia facile per noi ridere insieme, ascoltare la stessa musica, innamorarci di cameriere e tassisti gentilissimi, avere pensieri simili… Solo  il cuore sa, quanto ci vogliamo bene.

 

“A te che sei il mio grande amore
ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
e ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
ed il mio grande amore

[…]

A te che sei la miglior cosa
che mi sia successa”

[A te]

*E alla fine ci sei tu. Che non leggi mai le canzoni che scrivo, perché ti annoi. Tu, la miglior cosa che mi sia successa. Tu, che mi ricordi il silenzio di certi giardini.

 

9月17日

NOTTI CHE NON SI AGGIUSTANO [mai?]

 

A volte basta una piccolissima crepa.

Un dettaglio sbagliato, nell’istante sbagliato.

Basta.

A mandare in frantumi un legame [speciale]

Che poi non si può aggiustare.

 

Stanotte ho avuto paura.

Una paura concreta.

Una paura mia.

E non mi è pesata la tua assenza fisica.

Mi è pesato l’abisso emotivo.

A quello non c’è scampo.

Si precipita.

 

Mi sento nuda e vulnerabile.

E tu, come ti senti?

Spesso credo che tu mi ferisca, per non essere ferito.

E provo un moto di tenerezza.

Ma ieri sera, no.

Nessuna tenerezza.

Ieri sera, mi hai ferito, dove già ero nuda.

Ti do una notizia: non sono d’acciaio.

Soprattutto il cuore.

 

“Vorrei sapere dove sei questa notte, mentre qui sono le 4 e non riesco ad addormentarmi. Vorrei sapere cosa stai facendo e con chi sei, e che faccia hai, se ti ho già incontrato o ci siamo solo sfiorati qualche volta, se siamo sempre stati distanti senza il minimo punto di contatto. Vorrei sapere se ci incontreremo, e quando. Se ci incontreremo troppo tardi o appena in tempo, o ci incontreremo ma non riusciremo neanche a capire che eravamo noi e quanto eravamo importanti l’una x l’altro. Io credo che ti riconoscerei subito, anzi sono sicura. Mi basterebbe guardarti negli occhi un attimo x capire che sei tu, o solo guardarti entrare in una stanza. Mi basterebbe un secondo o meno. Però adesso dove sei? Adesso che sono così sola e triste e senza speranza, dopo tutti questi uomini vili e mammoni e indifferenti e sadici e semplicemente sbagliati? Dove sei? E ci sei, poi?
[A. De Carlo – Arcodamore]

9月16日

NON SI PUO' NASCONDERE IL SOLE CON DUE DITA

 
[H. Ghafour]

Avete mai pensato alle cose che fareste se non aveste più a disposizione tutto il tempo che credete? 
Se il tempo fosse così poco da dover scremare e scremare le mille cose che subito vi sono passate per la mente?
La maggior parte delle volte, non ci è dato di sapere il nostro tempo.
E allora forse dovremmo vivere ogni giorno come se fosse unico e ultimo.
Se lo sapessi, però... Se per uno strano scherzo del destino, lo sapessi...  Io credo che correrei ad abbracciare chi amo. E direi alle persone che amo quanto e perchè sono speciali e importanti per me. 
E poi vorrei lasciare che il tempo mi fuggisse dalle mani mentre mangio una pizza con te. [Capricciosa, tu sai perchè].
 
TIC-TAC

 

 

"...Dì sempre ciò che senti e fai ciò che pensi.

Se sapessi che oggi sarà l'ultimo giorno in cui ti vedrò dormire, ti abbraccerei forte e pregherei il Signore affinché possa essere il guardiano della tua anima.

Se sapessi che questa è l'ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti bacerei, e ti richiamerei per dartene ancora.

Se sapessi che questa è l'ultima volta che ascolterò la tua voce, registrerei ogni tua parola per poter riascoltarla una ed un'altra volta all'infinito.

Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti in cui ti vedo ti direi "ti amo" senza assumere, scioccamente, che lo sai di già. 

Sempre c'è un domani e la vita ci da un'altra opportunità per fare bene le cose,

ma se sbaglio e oggi e tutto ciò che mi resta, mi piacerebbe dirti che ti voglio bene, e che mai ti dimenticherò.

Il domani non è assicurato a nessuno, giovane o vecchio.

Oggi può essere l'ultimo giorno che vedi coloro che ami.

Perciò non aspettare più, fallo oggi, perché se il domani non dovesse mai arrivare,

sicuramente lamenterai il giorno che non hai preso tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio, e che sarai stato troppo occupato per concederti un ultimo desiderio.

Mantieni coloro che ami vicini a te, di loro all'orecchio quanto ne hai bisogno, amali e trattali bene, prenditi tempo per dirgli "mi dispiace", "perdonami", "per piacere", "grazie" e tutte le parole d'amore che conosci.

Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti.

Chiedi al Signore la forza e la saggezza per saperli esprimere; e dimostra ai tuoi amici quanto t'importano."

 

(G. Garcia Marquez)

 

9月15日

MONOTEMATICA[MENTE]

 

Sabato pomeriggio, il cielo è diventato scurissimo e per mezz’ora è scesa una pioggia torrenziale. Io ero in treno, dal finestrino guardavo fuori, tutta quell’acqua che invadeva la città. Ho pensato che avrei voluto essere a casa mia, al caldo. Con un  maglione addosso ma con i piedi nudi. Avrei voluto essere stesa sul divano accanto a te, a scegliere un film e preparare il caffè. Poi, ho pensato che prima o poi accadrà… La pioggia è un evento frequente e capiterà, d’essere insieme un giorno che piove. E uno che nevica. O un giorno che il temporale si porta via la luce. O il giorno in cui ci sono 40 gradi all’ombra. O quando il vento pungente d’autunno strappa le foglie.

E’ questo l’Amore? Si misura con il tempo?

Io non c’ho mai creduto.

L’Amore è poter dire: “Ti ricordi quel  sabato che pioveva a dirotto e  siamo rimasti a casa tutto il giorno?” “Ti ricordi come cadeva la neve quell’inverno del… che anno era?” “Ti ricordi quando siamo finti su quella strada sterrata fra i colli e non si poteva più proseguire, dove eravamo?”.

Allora forse l’Amore si misura in ricordi condivisi, e per quelli ci vuole tempo. Forse l’Amore è quell’istante in cui guardando l’altro si scopre che non ci sono più ricordi autonomi, personali. Solo momenti insieme, belli e brutti.

Ci sono tanti modi d’amare e nessuno merita più rispetto di un altro. Si ama per un’ora, per un giorno. Si ama con il corpo, senza parole. Si ama con le proprie notti insonni. Si ama attraverso un blog, fatto solo di parole. Si ama sapendo di vivere una parentesi. Si ama anche l’istante che passa negli occhi dell’altro, quel preciso istante che passa e fugge.  Si ama sapendo che non sarà mai vissuto. Si ama ciò che non ci appartiene. E chi ci rinnega. Si ama dentro una canzone. Si ama aprendo la mano, per lasciar andare. Si ama stringendo forte. Si ama prendendo un treno al volo.  A volte si ama perfino odiando.

Una volta, una persona insospettabile [nel senso che non avrei mai sospettato di dar valore alle sue parole] mi ha detto che si possono perdere anni, l’importante è non perdere più  un solo giorno nel momento in cui te ne accorgi. Dell’Amore.

Ecco, io vorrei non perdermi più un solo giorno. Di te.

Il resto accadrà. Si accumuleranno i ricordi e noi saremo ancora lì. Insieme.

Ogni Amore ha il suo tempo. E il suo modo di esistere. E ogni Amore ha valore, di per sé. E non va giudicato.

L’Amore che sento per te, ha il volto della presenza. Della condivisone. Del tempo.

L’Amore che ha i tuoi occhi, si misura in istanti, piccoli. Accatastati uno sull’altro, anno dopo anno.  Fino a divenire ricordi.

 

 

<<…E noi abbiamo avuto la nostra parte di sorprese e magari fatto sacrifici, ma siamo rimasti insieme.
Vedi, tu sei migliore di me e lo starti accanto mi ha reso migliore.

Non lo so, forse è stato solo un sogno.
[…] So che possiamo continuare con le nostre vite, ce la caveremmo benissimo, ma io ho visto quello che potremmo essere insieme e scelgo noi>>

-The Family Man-

 

Noi due siamo  un nastro inciso. Canzoni belle e brutte mischiate insieme. Che si susseguono senza interruzione. A volte vorresti premere rewind o forward; a volte vorresti inserire repeat; a volte perfino fermare la musica. Ecco, la differenza in Amore la fa quel piccolo tasto...  Il desiderio di  continuare ad ascoltare quella musica, ancora, ancora, ancora. Play.

 

9月10日

TU, DALLA MIA PARTE

 

Si dice che non ci sia nulla che non possa esser risolto parlando. Basta tirare un bel respiro e comunicare. Basta la volontà. Nessuno mi aveva mai detto, però, quanto sia difficile capirsi a volte. Parlare non è sufficiente, se si parlano lingue diverse. Eppure noi vogliamo capirci. Vogliamo tenacemente che l’uno capisca le ragioni dell’altro. Il dolore dell’altro. I sentimenti dell’altro. Le paure dell’altro. I tempi dell’altro. E che rispetti tutto questo mondo.

Parlare non basta, se dopo ore, l’unica sensazione che senti addosso è questo esser stremata.  E ti addormenti solo perché non hai più forze. E per non sentire quel crampo in fondo allo stomaco.

Parlare non basta, se ci troviamo dalle parti opposte della barricata. E ciascuno spara a raffica.

Non basta, se poi allungo la mano e non ti trovo.

Settembre, ti fa male. Dici tu.

Settembre, porta il tepore di abbracci stretti. Dico io.

Per questo mi fa male. E non ce la faccio da sola.

Non lasciarmi da sola. Anche quando scalcio, anche quando mordo, anche quando ferisco.

Non lasciarmi da sola, che non ce la posso fare. E finirò per arrendermi.

Stanotte ero sola. Lo sono anche stamattina, mentre aspetto lo squillo del telefono.

E so già che se non mi afferri forte, cadrò. Mi perderò. Mi perderai.

Non lasciarmi da sola [che non posso fare sempre tutto da sola] e non ferirmi.

 

“Quello che non ho sono le tue parole
per guadagnarmi il cielo per conquistarmi il sole

Quello che non ho, sei tu dalla mia parte

[F. De Andrè]

A volte continuare a parlare, uccide.

E un silenzio buono è  meglio di tante parole astiose.

Zitta, per una volta.

Sono così delicati i legami, che soffrono le parole sbagliate.

Si piegano come sotto il peso dei pugni.

 

"E' talmente facile mandare in frantumi una storia. Spezzare una catena di pensiero. Sciupare il frammento di un sogno portato in giro con precauzione, come un pezzo di porcellana"

[Il Dio delle piccole cose, A . Roy]

 
9月8日

DOMENICA, DURANTE IL TEMPORALE

 

Lui: “…E un giorno verrei a riprenderti.  Anzi, no.

Ti guarderei da lontano, per vedere se sei felice”

 

Io:“Sai che c’è? Io non voglio essere felice senza di te”

 

Non è che non posso.

E’ che non voglio.

Non perdermi, Amore.

Non ti muovere.

 

<<Chi ti ama c'è sempre; c'è prima di te, c'è prima di conoscerti>>

 

9月5日

OGGI, NON CI SONO PAROLE MIGLIORI...

 
Qui cado cosi'
Senza cadere veramente
Senza sfiorare niente

Qui cado cosi'
Con i tuoi occhi sopra il cuore
A ricordarmi cos'e' questo strano dolore
[M. Conidi]
 
 
9月2日

BUON COMPLEANNO, ROBERTO

 

Te lo dico con parole, scivolate fuori, per caso, dalle pagine di un vecchio libro.

A te, che piace la poesia della vita.

La sua insensatezza, intensità, malinconia.

A te, che non ti ho visto mai arrenderti ai compromessi.

Né accontentarti.

Della vita, non ci si accontenta. Ci si ubriaca. Fino allo stordimento.

Soprattutto, le sere in cui butta tempesta… [io sono qui]

 

Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l'unico problema. Per non sentire l'orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi piega a terra, dovete ubriacarvi senza tregua.

Ma di che cosa? Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi.

E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull'erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l'ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento, alle stelle, agli uccelli, all'orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è; e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l'orologio, vi risponderanno: «È ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare».

[Tratto da “Lo spleen di Parigi” – C. Baudelaire] 

 

[Perché la vita non è questione di tempo.
Quello ce l’hai dentro. O non ce l’hai.

E il tempo dentro, è scandito solo dalle emozioni.

Quelle che ricordi.
Quelle che stai vivendo.
Quelle che rincorrerai]

Buon compleanno, Roberto.

Che domani

sia sempre un giorno eccezionale;

sia sempre il giorno prima di lunedì;

sia sempre un’eternità, che gira nuda per te;

sia sempre da giocarsi a testa o croce;

siano i desideri che hai;

sia l’amore che viene;

sia spacciare per stelle le luci delle case;

sia sulla strada, che non è finita;

sia un piacere;

sia un cielo che ritorna libero;

sia voce per gridarci il suo nome;

sia anche un po’ di vinorosso e candele;

siano occhi sopra  il cuore e certe sere, quello strano dolore;

sia una stazione davanti al mare;

Che domani, non sia tardi mai.

   

 
9月1日

URLANDO [A MEMORIA]

 

Non ditemi che sono forte.

Io che ho trascorso il weekend con la testa sotto il cuscino. Per non sentire il dolore.

Come se il dolore  si potesse non sentire con le orecchie tappate; come se fosse banale rumore.

Non ditemi che sono forte.

Io che ho bevuto litri di caffè nero e biscotti. E cosa avrei dato per una sigaretta.

Come se il dolore fosse un vuoto dentro lo stomaco, da nutrire.

Non ditemi che sono forte.

Io che ho continuato a piangere, mente il mio cantautore mi accarezzava con la sua musica.

Come se il dolore si potesse buttar fuori dall'anima; una secchiata d’acqua sporca e via.

Non ditemi che sono forte.

Io che mi sento affogare senza di lui. Mancanza d’aria che mi stringe la gola.

 

E oggi lo odio, perché è il primo a dirmi che sono forte; che non conosce nessuno forte come me.

Perché?

Perché non mi perdo d’animo?

Perché mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno?

Perché penso che nulla accada da sè e allora mi rimbocco le maniche e lotto?

Perché non indugio nelle decisioni, neppure in quelle sbagliate?

 

Per caso, conoscete qualche donnicciola abile ai ricatti morali che potrebbe darmi qualche lezione? Così magari a qualche uomo verrà l'istinto di protezione nei miei confronti, finalmente.

Perché mi sono proprio rotta il cazzo di essere quella che sa cosa fare, cosa dire, come cavarsela senza soffrire. Ci sarebbe da ridere…se non fosse che...ho ancora voglia di piangere. Eccola qui la donna forte. Pronta ad andare in frantumi. Ma tanto… perché preoccuparsi? Basterà una carezza, una parola per incollare i pezzi. Io so farla bastare. Che sono forte, so dirmelo anche da me.  

Ma oggi no; non me lo dirò. Oggi non mi faccio bastare nulla. Oggi mi dico che sono stanca e nessuna carezza basterà. Oggi mi dico la verità: la verità è che vorrei appoggiarmi a te e sentire che sono al sicuro. Che non mi accadrà più nulla di male.

Ma se urlo solo quando sto sola, tu non puoi sentire.

 

[“Però mentre andavi via,

io non dicevo niente,

neanche una bugia a per

tenerti qui un istante.

Lo so, lo so, per te avrò

la notti bianche che odierò...”]